Scrittura terapeutica

Un viaggio… emotivo

È il momento di rientrare nella “stanza vuota” e di riprendere in mano il quadernetto, di rileggere la prima delle tre parole e le parole che hai associato.
In quel silenzio esterno ed interno, cominci a sentire una sensazione, da qualche parte dentro di te?
Forse sai benissimo di che si tratta o forse non la ricordi più.
A qualcuno è stato insegnato come riconoscerla ed a qualcun altro no.

E mentre l’uomo primitivo probabilmente viveva con sola ed assoluta coscienza fisica quella sensazione, noi ad un certo punto abbiamo cominciato a darle un nome: l’emozione 💗​.

Che cos’è un’emozione? 🤔​

Un’emozione è innanzitutto una risposta corporea che nasce da uno stimolo, esterno o interno.

Immagina di toccare qualcosa di viscido e molliccio. Per alcuni potrebbe essere sgradevole 🤢, per altri curioso 🤨 o persino piacevole 🙂. Tutto comincia da quella sensazione tattile: parte dalla pelle, risale la mano, il braccio, fino ad arrivare al cervello.

Qui entra in gioco l’amigdala, una piccola struttura cerebrale a forma di mandorla, che funziona come un centro di smistamento: regola la risposta emotiva e decide se etichettarla come disgusto, piacere, sorpresa… chissà 🤯.

In realtà l’emozione è già iniziata dal primo contatto, quando la pelle ha incontrato quell’oggetto viscido. È un processo immediato, rapido, che spesso anticipa persino il pensiero consapevole.

Questo avviene grazie a risposte neurobiologiche: l’amigdala, insieme ad altre aree cerebrali e ghiandole endocrine, attiva una cascata di neurotrasmettitori che regolano il nostro stato emotivo. Solo per esempio (e sicuramente non esaustivo), l’adrenalina e la noradrenalina sono neurotrasmettitori che preparano il corpo all’azione, generando paura o rabbia ⚡ (esempio classico: l'”attacca o fuggi” di fronte a un pericolo).
Sono velocissimi ed invisibili messaggeri che traducono ciò che viviamo in battiti, movimento, respiro 💓.

Uno spettro si aggira dentro di noi 🌈​

Le emozioni umane, così come quelle animali, fanno parte di uno spettro. Che vuol dire? Dobbiamo avere paura?
Lo spettro è una gradazione, come la luce che attraversa un prisma e crea una gamma variegata di colori, anche le emozioni sono così: sono tante e di diverse sfumature per tutti noi.

Per semplicità, le divideremo in gradi, ricordandoci sempre che non tutti viviamo le emozioni alla stessa maniera e con la stessa intensità.

Le emozioni primarie dell’uomo 😃😢😡😨😲🤢

  • Gioia 😃
  • Tristezza 😢
  • Rabbia 😡
  • Paura 😨
  • Sorpresa 😲
  • Disgusto 🤢

Esistono poi emozioni più complesse, combinazioni delle emozioni primarie, ma per ora tratteremo solo le primarie.

Cosa succede al nostro corpo? 🧠💓

Le emozioni umane però non sono solo dei concetti astratti, avviene appunto qualcosa dentro e fuori di noi, vivendole.
Cosa succede al nostro corpo?

  • Gioia 😃 → il corpo si apre agli altri, il respiro si fa leggero, spesso compare il sorriso.
  • Tristezza 😢 → il corpo rallenta, spesso ci allontaniamo dagli altri, le spalle si incurvano, il pianto libera.
  • Rabbia 😡 → il cuore accelera, i muscoli si tendono, il calore sale, il corpo si prepara ad attaccare!
  • Paura 😨 → il corpo si irrigidisce o fugge, il cuore batte forte, i sensi si acuiscono.
  • Sorpresa 😲 → gli occhi si spalancano, il respiro può sospendersi per qualche attimo. Spesso sopraggiunge un’altra emozione.
  • Disgusto 🤢 → il corpo si ritrae, il volto si contrae.

Ritorniamo da dove siamo venuti ✍️

Torniamo al quadernetto: quando rileggi le parole che hai scritto, la tua mente ti porterà ad un simbolo, una figura, un’odore… questi saranno la chiave per aprire una porta dentro di te: una memoria, un vissuto, un’emozione che ti appartiene.

Quindi, leggendo quelle parole, che cosa senti?

Il mio consiglio è di vivere ed accettare l’emozione che arriva, anche se non piacevole, anche se carica. Ricordati che, se non sei pronto, il tuo inconscio non ti scaricherà addosso un’emozione potente come un fulmine ⚡, piuttosto ti cullerà come farebbe una mamma col suo bambino 🤱.

Le emozioni che stanno riaffiorando sono messaggeri che non arrivano a caso: possono riportarci a esperienze passate da comprendere o guarire, oppure farci riscoprire ricordi preziosi e desideri rimasti in silenzio. A volte ci conducono all’origine di ciò che è stato, altre ci aprono a nuove possibilità da creare nel presente.

Accetta l’emozione e domandati: perché mi sento così leggendo queste parole?

Un viaggio a ritroso 🛣️​

Stiamo per addentrarci in un argomento molto delicato, che varia per tutti noi in base al nostro vissuto e che merita un approfondimento che tratterà il riconoscimento, l’accettazione e, poi chissà, forse il liberare spazio, dare finalmente respiro a un desiderio che attendeva il momento giusto per fiorire 🌸 o magari il custodire per sempre dentro di te 💖.

Dammi tre parole – libere associazioni ed introspezione

C’è solo una cura / Io so che lo sai / È una stanza vuota / Io mi fiderei” 🎵

Era il 2001 e Valeria Rossi cantava la canzone Tre parole. A distanza di più di 20 anni, non la vedo più solo come una bella canzone che ricorda un’estate lontana, ma anche come un vero e proprio esercizio di introspezione.

Nell’articolo precedente ci siamo lasciati domandandoci quali tre parole ci risuonino nella testa, nel cuore, in tutto il corpo. Più la risonanza è alta, più è importante chiedersi come mai questo avviene. 💭

“C’è solo una cura… è una stanza vuota”

Adesso getteremo le basi per darci qualche risposta, questa è la serie di mattoncini normalmente più difficile da posare sulla base, poiché ci chiederà il grandissimo sforzo di trovarci “in una stanza vuota” 🏡 (di altre persone e di stimoli) e se lo faremo letteralmente, questo ci aiuterà notevolmente.
Perché è difficile? Non siamo più abituati e stare fermi ed in silenzio in una stanza, infatti l’essere umano non ama i vuoti: abbiamo imparato a riempirli già molto tempo fa con giochi 🎲, musica 🎶, viaggi ✈️, scoperte, parole sia utili che inutili. Ma senza un po’ di silenzio, rischiamo di non sentire davvero niente.

Il punto di partenza: la tua parola

Concentrati sulla tua prima parola, senza sforzarti di farlo nello stile meditativo, fai invece sì che diventi un punto di partenza. 📝

Ora comincia a scrivere tutto ciò che ti viene in mente, senza giudicare, senza ordinare. Può essere:

  • un ricordo 🕰️
  • un’immagine 🖼️
  • una persona 👤
  • una sensazione fisica 💓
  • un odore 🌸

Non importa se sembra incoerente o strano: è proprio in questo flusso spontaneo che cominci a scoprire cosa la parola smuove davvero dentro di te. 🌊

Libere associazioni: dare voce al tuo inconscio

Questa tecnica si chiama libere associazioni e serve per dare voce a chi dentro di noi non dorme mai: l’inconscio, un grande alleato. ​🫂​

Perché è così importante? L’inconscio custodisce emozioni, ricordi e intuizioni non sempre accessibili con il ragionamento: è come uno scrigno silenzioso che continua a lavorare dentro di noi, anche quando non ce ne accorgiamo. 🔑

Le libere associazioni aprono quello scrigno, bypassando i filtri della mente razionale. Quest’ultima spesso “sceglie” cosa è logico, cosa ha senso, cosa è accettabile, rischiando così di non ascoltare ciò che è davvero dentro di noi. 💡

Hai scritto? Ora lascia germogliare 🌱

Una volta scritte le libere associazioni, cosa fare? Prendi distanza: chiudi il quaderno o metti da parte il foglio. Non serve analizzare, correggere o giudicare subito.

Questo permetterà all’inconscio di elaborare senza interferenze. Cioè? L’inconscio continua a elaborare i collegamenti tra ciò che hai scritto, a far emergere significati nascosti o relazioni tra elementi apparentemente scollegati, permetterà inoltre l’integrazione spontanea delle emozioni che si sono attivate scrivendo le libere associazioni, altrimenti la coscienza potrebbe cercare di controllarle. 👀​

Una parola alla volta

Forse ti stai chiedendo: meglio lavorare su tutte e tre le parole insieme o su una alla volta? 🤔
Il mio consiglio è di procedere una parola per volta. Ogni parola porta con sé un mondo intero, e per esplorarlo serve spazio, tempo e ascolto. ⏳

Dedica magari un giorno alla prima, un altro alla seconda, un altro ancora alla terza. Non avere fretta di “arrivare alla fine”: l’introspezione non è una gara. Mettici il tempo che ti serve. 🌱

“Bravo, puoi capire / Cose che non vuoi / Sei il tuo guaritore / Sei nel tuo mondo” 🌟

Da qualche parte si deve pur cominciare

Il primo passo

C’è sempre un primo passo: e questo è il mio. Non importa se piccolo, incerto, tremante. È comunque un passo.

Questo articolo, questo sito, nascono così: da un “inizio” che forse non è perfetto, ma è necessario. 🌱

Il senso di scrivere

Per me, scrivere significa dare forma a un bisogno che avverto da sempre: fermarmi, guardarmi dentro e provare a dare senso al mondo che mi circonda quanto quello che mi abita 🌍. Sicuramente l’ho fatto per raccogliere i fili sparsi dei miei pensieri (tanti, troppi!). Ma lo faccio anche per chi vuole cominciare e non sa come, o da dove.

Nessun obiettivo perfetto

Io non ti consiglio un obiettivo né nel breve né nel lungo termine: questa strada sarà lunga, perché in verità durerà tutta la vita. Ma non temere, perché ti stupirai di quante cose sei capace di fare che prima non avevi nemmeno osato immaginare 💪.

Non diventerai un superuomo e non sarai perfetto: sarebbe inutile proporti un obiettivo così 🚫. Non ti senti già alleggerito dal sapere che stai per iniziare un percorso spontaneo, senza scadenze?

Camminare accanto a te

Non dovrai comprare nulla, né vendere l’anima al diavolo 😅. Tutto ciò che ti serve è già dentro e attorno a te. Io non sarò il tuo guru (non ti serve, anzi, sarebbe peggio averne uno). Camminerò piuttosto accanto a te, magari un po’ più avanti o un po’ più indietro. Tu non preoccuparti: comincia solo ad ascoltare il tuo passo.

Va piano? Va veloce? Vorresti correre di più? O fermarti un po’, anche se gli altri ti superano?

Vorresti tornare indietro? O magari avere un “orologio avanti”? ⏰

Va bene tutto: ogni passo è valido, se è il tuo.

Il potere del quadernetto

Ti basteranno un quadernetto e una matita ✏️ per scriverci i tuoi pensieri, le tue paure, i tuoi desideri… ma anche le emozioni che ti attraversano, le domande che non sai risolvere subito, piccoli momenti di bellezza e gratitudine, e quei lampi di intuizione che emergono all’improvviso.

Non sentirti obbligato a scrivere ogni giorno, né temere di dimenticare qualcosa: ciò che è davvero importante riaffiorerà da solo. Non pensare che i pensieri “poco importanti” non contino: ogni pensiero ha un suo valore. Quelli che risuoneranno di più dentro di te torneranno alla mente più volte. Col tempo, è possibile che cambino forma: ciò che oggi sembrava irrilevante, domani potrebbe rivelarsi fondamentale, in modi che ti sorprenderanno.

Un viaggio interiore

Io ho cominciato così, quasi vent’anni fa: con una risma di fogli. Poi ho smesso, travolta dal lavoro e dal pensiero che “ora sto bene, ora non ho più tempo”. Intanto, dentro di me, tutto si era fermato. In attesa…

Forse anche tu sei in attesa da un po’ ⏳. Fidati: è davvero arrivato il momento di far ripartire quell’orologio, di tornare ad ascoltarti. Se ti pesa non essere ascoltato dagli amici, famiglia, colleghi o capi… allora sii il primo ad ascoltare te stesso 💙.

Dammi tre parole

Per iniziare ti propongo un piccolo esercizio:

Prendi un quaderno solo tuo (o un file protetto da password, se preferisci).

Scrivi 3 parole che ti vengono in mente. Non a caso: devono risuonare dentro di te. Cosa vuol dire? Devono risvegliare un’emozione, qualsiasi essa sia.

Non ti preoccupare se, mentre ti concentri su queste parole, senti dei più o meno piccoli terremoti dentro di te: è un segno che sei sulla strada giusta. Non farti intimorire. C’è una protezione dentro di te che ti guiderà finché non sarai pronto a vivere pienamente anche le emozioni più intense, finora rimaste nascoste. Ci saranno momenti di turbolenza, necessari per poter avanzare oltre e scoprire parti di te che ancora non conosci.

Queste tre parole sono solo l’inizio di un viaggio verso ciò che ancora forse non conosci davvero di te stesso.

Dopo aver scritto, chiudi il quaderno e non pensarci più per ora. Se quelle parole contano davvero per te, torneranno a bussare. E allora chiediti: perché proprio loro? Perché sono importanti per me?

Attento… perché è qui che inizia la magia ✨