Il bambino perduto e ritrovato ✨
Nell’ultimo articolo ci eravamo ripromessi di parlare del bambino interiore.
Il titolo di oggi cita volutamente un libro di Alba Marcoli, che avevo comprato dopo aver fatto l’esercizio delle tre parole, per poi scoprire che la mia bambina interiore aveva ancora tanto da raccontarmi e da regalarmi.
Il libro si rivolge ai genitori che vivono delle difficoltà con i propri figli, ma rivela qualcosa di più profondo: che spesso queste criticità non nascono dai figli, né dalla relazione attuale con loro, bensì dai bambini che noi stessi siamo stati, e che la presenza dei figli innesca naturalmente i bambini dentro di noi.
Esperienze che ci formano 🌱
Da piccoli, tutti abbiamo vissuto esperienze che ci hanno segnato in profondità:
- Negative e dolorose: mancanza, trascuratezza, minaccia, dolore, svalutazione, impotenza, umiliazione, negazione delle emozioni, condizionamento d’amore
- Positive e formative: attenzione, calore, sostegno, incoraggiamento, approvazione, curiosità condivisa
Si tratta di stati interiori che impariamo a conoscere fin da subito, ma che non siamo ancora in grado di interpretare razionalmente. Li viviamo come esperienze corporee e sensazioni immediate, per esempio:
- Nella mancanza, un’angoscia di separazione o un vuoto nel corpo
- Nella trascuratezza, l’assenza di contatto e di calore
- Nella cura e nell’attenzione, un senso di sicurezza, fiducia e energia positiva che ci spinge a esplorare il mondo
- Nell’incoraggiamento, la gioia di sentirsi capaci e riconosciuti

Come il bambino interpreta il mondo 🧠
Nella sua mente semplice e concreta, il bambino tenta comunque di dare un senso a ciò che accade. Interpreta “alla sua maniera” le ragioni per cui certe cose succedono.
Proprio perché il suo mondo è più elementare — fatto di bianco e nero, di amore o rifiuto — queste interpretazioni possono trasformarsi in credenze di base che lo accompagneranno per tutta la vita.
Queste credenze diventano il terreno su cui costruiremo la nostra vita emotiva e relazionale da adulti.

La curiosità uccise il gatto… oppure no
Immaginiamo un bambino che, spinto dal desiderio di esplorare, si avvicini ad un oggetto, magari molto importante per il genitore
- Se l’adulto lo accompagna con calma e fiducia, spiegando cosa rappresenta l’oggetto e lasciandolo toccare con delicatezza, il bambino riceverà un messaggio implicito:
👉 “È bello essere curioso. Il mondo è sicuro e posso esplorarlo.”
Questa diventa una credenza di base positiva, che da adulto si tradurrà nella libertà di chiedere, conoscere, provare e sperimentare — senza paura di sbagliare.
- Se invece il bambino viene sgridato, strattonato o umiliato — “Non toccare! Guarda cosa hai fatto! Sei sempre il solito!” — il messaggio che si imprime non è più curiosità, ma paura:
👉 “Meglio non toccare nulla. Se esploro, succede qualcosa di brutto.”
Da qui nasce una credenza di base negativa, che da adulti può portare a trattenersi, non chiedere e non fidarsi della propria spinta esplorativa.

Il bambino interiore e la magia del chiromante ✨
Il nostro bimbo interiore è colui che ha piantato il seme della credenza di base.
Anche da adulti, possiamo sentire ancora quel bambino dentro di noi che sussurra: “Meglio non esplorare”.
Con il tempo, crediamo che quel seme sia ormai diventato un pensiero radicato dentro di noi, qualcosa di immutabile.
E la maggior parte delle volte pensiamo anche che quel tempo, in cui eravamo piccoli, sia ormai lontano, passato per sempre. Ed è vero: quel tempo è passato.
Ma il nostro bambino interiore non è rimasto nel passato: lui è ancora qui con noi.
È come scoprire una formula magica sospesa nel tempo, una lettura di noi stessi in attesa di essere compresa
Oggi, come adulti, siamo il chiromante che finalmente sa leggere quella formula: siamo colui capace di ascoltare, accogliere e dare voce a quel bambino.
Ed è in quel momento che la magia accade davvero. ✨

Il risveglio completo 🌈
Ora che il nostro bambino interiore è stato ascoltato, ci capiterà di risentirlo molte altre volte dentro di noi.
- In certi momenti riconosceremo la sua voce dietro le nostre paure, le esitazioni, ma anche dietro i nostri entusiasmi e le spinte più autentiche
- Scopriremo che molte delle nostre dinamiche, positive o negative, derivano dai semini che ha piantato tanto tempo fa
Da questo incontro nasce un dialogo continuo, in cui adulto e bambino si scambieranno continuamente qualcosa l’un l’altro, fino a essere pronti per incontrare la bestia: il nostro daimon!
Domande per il lettore
Siamo arrivati alla fine dell’articolo, adesso ti chiederai:
- Di che cosa ha bisogno il mio bambino interiore?
- Che cosa ho dato per vero della mia vita che in realtà è stata da sempre la realtà del bambino che sono stato?
- Quali semi ho piantato ormai molti anni fa?
- Quali sono le mie credenze di base?
Preparati a tornare nella stanza vuota, armato di quadernetto, nel prossimo articolo parleremo delle credenze di base e di come riconoscerle sul nostro percorso. 🌱




